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Progetto Salerno United, un primo bilancio di Aldo Russo

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43 partite disputate, centinaia di allenamenti e di ore trascorse in palestra, quasi cento gli atleti e le famiglie coinvolte in un’autentica rivoluzione, anche in tema di cultura sportiva. Il progetto Salerno United entra nel vivo della stagione ed è il momento di tracciare un bilancio di questa esperienza attuata da C.S. Pastena e Hippo Basket Salerno con il responsabile del Settore Giovanile del club granata Aldo Russo.

– Inizia il girone di ritorno dei campionati Under 13 e Under 14, le due squadre che segui in prima persona. Com’è il bilancio dopo il giro di boa?

«E’ un bilancio di crescita graduale sicuramente con un bel segno “+” che indica crescita di squadra, di staff e dei singoli. Entrambe hanno cominciato da quest’anno ad avere nei loro piani allenamento il lavoro fisico con il nostro preparatore Vincenzo Di Capua e questo alla lunga comincia a farci vedere dei miglioramenti significativi. La cosa più positiva è che ognuno ci sta mettendo il proprio massimo ma le due squadre hanno una composizione differente e quindi proprio in merito a questa hanno differenti margini. L’Under 13 è ancora un gruppo composto solo da atleti della Hippo e sta imparando a capire che il basket è sì un gioco, ma anche un qualcosa che necessita di organizzazione, impegno e sacrificio. In questo gruppo abbiamo tanti ragazzi del 2007 che sono sottoetà e partecipano a doppio campionato (U13 e Trofeo Esordienti). Inizialmente , visto l’ingresso di tanti nuovi arrivi, la difficoltà maggiore è stata portare tutti ad un livello mentale adeguato. Ora, pian piano , suddividendo meglio anche il lavoro, stiamo cominciando ad ottenere risultati significativi che passano attraverso il gioco e la capacità di stare in campo. L’Under 14 è un gruppo misto invece, figlio della fusione tra Hippo e Pastena, e qui la cosa che mi rende felice è che i ragazzi ci hanno messo poco tempo per diventare “squadra”, il che ci ha portato a lavorare bene e vedere risultati tangibili. Risultati che non guardo mai in termini di score, ma di mentalità in allenamento, voglia di andare oltre i propri limiti, miglioramenti individuali e carattere, che pian piano sta uscendo fuori. Ci apprestiamo al girone di ritorno per verificare e per fotografare il nostro stato attuale in modo da proseguire la nostra programmazione e settarla su quello che serve alla crescita delle squadre. Su questo sono ben contento di poter tutti i giorni confrontarmi col mio staff col quale ci mettiamo continuamente in discussione per offrire il massimo possibile ai nostri atleti e quindi ringrazio Michele, Vincenzo, Mariano, Gerardo e Viviana».

– Il bilancio complessivo del progetto Salerno United, dall’U20 all’U13 è di 25 vittorie a fronte di 18 sconfitte, con Under 16 e Under 15 ancora imbattute dopo il girone d’andata. Al di là dei numeri come sta andando l’esperienza della collaborazione tra Hippo e Pastena? «Direi che i numeri aiutano a capire le tante partite che giochiamo, e quindi il grande numero di squadre, allenamenti e persone coinvolte. Lo staff sta diventando nutrito, ci sono tanti giovani allenatori e istruttori coinvolti che si stanno contemporaneamente formando durante i corsi. E questo era uno degli obiettivi iniziali: crescita e formazione dello staff oltre che dei giocatori. Questo è l’intento dei nostri presidenti Frascino e Rizzo che hanno avuto una bella intuizione a giugno scorso. E questo è l’obiettivo del progetto Salerno United: Unire! Unire significa confronto, significa crescita, significa mantenere idee coerenti e da questo punto di vista sta andando tutto benissimo! Questo è potuto accadere solo grazie alla grande disponibilità di tutti di mettersi in gioco, società , ragazzi e famiglie. Poi i risultati arriveranno di conseguenza. Abbiamo obiettivi diversi per ogni squadra, per favorire la crescita e l’aggregazione dei nostri atleti. Direi che tutti ci stanno dando ciò che ci aspettavamo. Permettimi, però, di ringraziare pubblicamente coach Elio Cavallo (responsabile tecnico del C.S. Pastena) che è una persona con grandi vedute e saggezza. Consapevoli della nostra grande energia, io ed Elio ci confrontiamo giornalmente monitorando il percorso di questa creatura che inevitabilmente nel tragitto trova piccoli ostacoli ma che puntualmente superiamo. E’ un percorso che parte dai rispettivi Centri di Minibasket e che trova la punta dell’iceberg nella prima squadre che ha tanti giovani nel roster che sta affrontando il campionato di Serie D, proprio per la “green line” che stiamo cercando di avere come filo comune».

– Nelle vacanze con l’U13 di Sorriso Azzurro e Salerno United hai partecipato ad un importante Torneo giovanile svoltosi a Castellammare. Su che cosa bisogna ancora lavorare per crescere e migliorare?

«Il torneo “Natale Sotto Canestro” è stata la prima occasione del mio programma in cui poter mostrare ai nostri ragazzi cosa c’è ad un livello più alto, uscendo fuori regione nelle sfide (vedi quella con la Stella Azzurra Roma, che ha poi vinto il trofeo) e mostrare loro ciò a cui vogliamo provare a tendere consapevoli che ci vorrà del tempo e, dunque, pazienza. Dico che serve intensità maggiore, in ogni fase di allenamento , e voglia di superare i propri limiti partendo proprio dall’aspetto mentale. E questo deve necessariamente partire da noi. Le società ci stanno mettendo in condizione di operare e fare bene. Ora tocca a noi staff, noi allenatori che abbiamo tra le mani un materiale umano importante e delicato su cui poter incidere. Solo con l’esempio possiamo chiedere di più ai nostri ragazzi, e sono convinto che alla lunga tutto ciò pagherà. Si vede già, si tocca con mano, dobbiamo esser bravi a continuare negli anni ma Salerno United è una realtà!».

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